Newsletter

Per iscriverti alla nostra newsletter, clicca qui e segui le istruzioni.

1/4/2012
Focus sul cancro al seno:

...mangiare troppi carboidrati può aumentare il rischio...?
...Sembra proprio di si.
Un elevato consumo di cibi che aumentano la glicemia nel sangue aumenterebbe il rischio di cancro al seno,
questo è il commento finale di uno studio uno studio condotto su più di 61.000 donne.

Larsson SC, Bergkvist L et al. Glycemic load, glycemic index and breast cancer risk in a prospective cohort of Swedish women, Int J Cancer, 2009 Jul 1;125(1):153-7.

I ricercatori di tale studio hanno preso in considerazione il carico (cioè la quantità) e l'indice glicemico degli alimenti consumati dai partecipanti che hanno completato un questionario sulla loro dieta tra il 1987 e il 1990, seguito da follow up della compilazione nel 1997.
Dopo 17 anni quindi, 2.952 di queste donne aveva sofferto del cancro al seno.

I risultati della ricerca indicano che un elevato apporto di carboidrati e soprattutto l'uso di sostanze ad alto indice glicemico aumenta i fattori di rischio correlati al tumore al seno ormono-tipo.
Le donne la cui dieta aveva dimostrato un consistente uso di Carboidrati e ad IG elevato erano a più alto rischio dal 44% all'81% di soffrire di cancro al seno ER+.

Sapete bene ormai dopo tutte le chiacchierate fatte insieme che la letteratura ci spiega bene che si definisce un alimento o una dieta iperglicemizzante quando il suo indice glicemico è superiore al valore di 50.
Quindi dalle tabelle alimentare per esempio emerge che: Pane, farina, zucchero bianco, riso, le patate e le bevande zuccherate sono alimenti con alto indice glicemico.(a voi l'esecizio di valutarli tutti...armatevi di pazienza sono tanti)

I ricercatori di questo importante studio concludono che, aloro avviso le diete ricche di carboidrati ad alevato GI aumenterebbero le concentrazioni di insulina e ormoni sessuali nel corpo, fattori che contribuiscono allo sviluppo e la diffusione delle cellule tumorali.

Questa ricerca per noi è importante in quanto conferma ancora una volta come gli zuccheri non sono tutti uguali e che assumere Zuccheri ad elevato GI è
un atteggiamento che non può essere routinario, giornaliero ma una tantum per evitare di apportare effetti molto negativi all'organismo.

cari saluti a tutti

Antonio

12/3/2012
"Sugar is a health destroyer"

Gli esperti concordano ...
Mentre il lavoro dei dei media va nella direzione di proporre sempre più prodotti "Zuccherati" a qualsiasi ora del giorno, per qualsiasi obiettivo salutare da raggiungere, veri esperti della classe medica stanno esprimendo sempre più apertamente la loro opposizione al consumo di zucchero in eccesso.
Dr. Robert Lustig, Professore di Pediatria presso la Divisione di Endocrinologia presso l'Università di California, San Francisco, è uno dei massimi
esperti della biochimica dello zucchero e degli effetti che questo ha nel metabolismo umano.
Oltre ad essere il docente responsabile del video "Sugar: l'amara verità," il Dott. Lustig è anche un esperto di obesità infantile.
In una sua conferenza, il Prof. Lustig afferma che lo zucchero è una sostanza tossica che semina il terrore nel corpo.
Dal momento che il fruttosio è la fonte numero uno di calorie negli Stati Uniti, questa affermazione non va presa alla leggera.
Badate bene di non cadere nel tranello di considerare il fruttosio più sicuro del saccarosio e quindi di abusarne.
Il mio consiglio è di non sofisticare troppo e di considerare questi Zuccheri come una grande categoria e non fare troppe distinzioni tra l’uno e l’altro, almeno per ora.
Infatti, a conferma di ciò che è stato appena detto il cittadino americano medio consuma circa 150 grammi di zucchero ogni giorno.
Gli esperti ci dicono che una quantità accettabile di zucchero al giorno può essere intorno al valore di 25 grammi al giorno.
L'impatto dello zucchero sul corpo non si ferma alla obesità e non si deve pensare al solo effetto estetico.
Il fruttosio causa aumento dei livelli di acido urico, con conseguente diminuzione dei livelli di ossido di azoto, aumenta i livelli di angiotensina e produce contrazione delle cellule muscolari lisce che portano alla più alta pressione sanguigna e danni renali potenziali.
Come testimonianza del deterioramento della salute degli Stati Uniti dopo l'introduzione dello zucchero nella dieta primaria della
maggior parte dei cittadini, i livelli di acido urico tra gli americani sono aumentati drammaticamente dopo la prima metà del 20°secolo.

Nel 1920, la media dei livelli di acido urico erano circa 3,5 ml/dl.
In netto contrasto, livelli medi di acido urico nel 1980 sono saliti a circa 6,0-6,5 ml/dl.

I livelli di acido urico superiori a 5,5 mg/dl indicano un aumento del rischio di sviluppare: ipertensione arteriosa, malattie renali,
l'insulino-resistenza, fegato grasso, obesità, diabete, e una serie di altre condizioni tra le quali il cancro.
Lo zucchero è attualmente un punto fermo della maggior parte delle diete americane.
Con la fonte primaria di calorie negli Stati Uniti provenienti da fruttosio, potrebbe essere il momento di ripensare il modo in cui lo zucchero viene consumato in tutto il mondo.
Da una moltitudine di studi scientifici emerge che lo zucchero è correlato ad una serie di malattie importanti.
Sapete tutti quanto io sia attento conoscitore e studioso degli "Z"
Il commento che voglio fare su ciò che abbiamo letto sopra è molto semplice.
Lo zucchero va gestito e sfruttato, non deve condannarci!!!
Per imparare a far questo bisogna informarsi da fonti autorevoli e fare uno sforzo culturale.
Non è facile e la fotografia americana ce lo dimostra.
Dimostra proprio questo ovvero che un cittadino con una cultura alimentare mediocre incapperà sistematicamente in problemi alimentari dato che, il sistema indistriale dell’alimentazione, vuole assolutamente spingerci in direzione degli “Z” e renderci succubi di questi.
Non mancherò di farnirvi altre indicazioni e interessanti dati sull'argomento.
Aspetto però numerosi i vostri commenti
Cari saluti
Antonio

“Sugar is a health destroyer”

7/12/2011
Sindrome del Cappellaio Matto(part three)

Cosa possiamo fare per sapere se abbiamo avuto a che fare con il Mercurio, l’antipatico elemento? L’analisi minerale del capello e’ una sicura e non invasiva metodica per monitorare lo stato minerale del nostro organismo. La ricerca epidemiologica mostra quanto il capello sia un ottimo mezzo per l’ammontare di un ampio range di elementi. Arsenico, Cadmio, Cobalto, Litio, Piombo, Manganese, Mercurio, Nickel, Tallio, hanno tutti dimostrato avere stretta correlazione fra body burden(accumulo chimico nel corpo) ed esposizione e/o tossicita’. Per disintossicare un organismo e’ bene sapere che il Mercurio puo’ essere coniugato ed escreto tramite il Glutatione (un antiossidante); la Cisteina e’ un aminoacido essenziale alla sintesi di Metallotionine, proteine che legano i metalli per portarli ad eliminazione; adeguato apporto di Zinco e Selenio contrasta gli effetti tossici del mercurio; lo Zinco aumenta anche la sintesi delle Metallotionine e il legame diretto fra Selenio e Mercurio ne aiuta l’eliminazione; l‘Acido Lipoico (potente antiossidante) incrementa l’escrezione di Mercurio e l’esperienza suggerisce debba essere somministrato contemporaneamente ad Acetil cisteina ; gli effetti protettivi della Vit. E sono estremamente pronunciati quando si tratti di neurotossicita’ causata da Mercurio; il complesso vitaminico B rimpiazza alcuni sistemi enzimatici danneggiati dal Mercurio; l‘acido folico e’ particolarmente importante in quanto la sua deficienza aumenta i sintomi di tossicita’ ai metalli pesanti; ilCoriandolo ha la dimostrata capacita’ di mobilizzare e detossificare il mercurio dal tessuto nervoso; la Chlorella (C.Pyrenoidosa,microalga di acqua dolce)puo’ essere in grado di proteggere l’organismo dagli effetti delle radiazioni e dai metalli pesanti,specie Piombo e Mercurio; i Sulforafani dei quali le Crucifere (cavolifiori, broccoli,cavoli di bruxelles) sono ricche sono i piu’ potenti induttori degli enzimi detossificanti,cioe’ gli elementi estranei all’organismo.

Tutti i prodotti citati sono in commercio e disponibili come integratori anche se Madre Natura li ha sapientemente e coscienziosamente distribuiti intorno a noi ………………………………………………………………Antonio

6/12/2011
indrome del Cappellaio Matto (part two)

…Allora vi riconoscete come soggetto a rischio?Le otturazioni dentali in amalgama sono fra le piu’ comuni otturazioni al mondo;sono chiamate anche otturazioni in argento a causa del loro colore ma contengono dal 45% al 52% in mercurio.Rame,stagno,argento e zinco fanno perte del volume restante.Il mercurio e’ rilasciato dall’amalgama sotto forma di vapore o di piccole particelle il cui distacco ,molto lento nel tempo,e’ in realta’ di molto aumentato con la masticazione smodata di chewing gum,lo spazzolamento troppo energico dei denti,l’assunzione di bevande molto calde.Nonostante molti dentisti propongano le otturazioni in amalgama come scelta d’eccellenza,l’evidenza dimostra che,per un maggior numero di otturazioni,maggiore e’ di fatto l’esposizione al mercurio in forma tossica.Un recentissimo studio Neozelandese dimostra come la rimozione delle otturazioni in pazienti affetti da intossicazione mercuriale abbia determinato il 70% dei miglioramenti in un campione di 465 pazienti.Il livello” sicuro” di esposizione al mercurio risulta essere meno di 7 microgrammi al giorno per un peso medio di 70 kg…considerando che un’amalgama ne rilascia giornalmente dai 3 ai 17 mcg , l’idea di una disintossicazione tramite rimozione (accurata e distribuita in un determinato arco di tempo) risulta quanto mai vantaggiosa.Se siete poi un grande consumatore di pesce,buona idea e’ quella di non esagerare con pescespada,tonno,verdesca,sgombro reale(quest’ultimo diverso da quello in scatola e destinato al mercato USA).I pesci a piu’ alto contenuto di mercurio sono difatti i grandi predatori,che essendo ai vertici della catena alimentare accumulano alte dosi di tossico.Altra fonte di contaminazione e’ il pesce proveniente da mari inquinati (in generale la concentrazione nel Mediterraneo risulta stazionaria e superiore a quella dell’Atlantico;inoltre il pesce proveniente da paesi in via di sviluppo e’ potenzialmente piu’ pericoloso data la scarsita’ di controlli effettuati)e,all’interno della stessa specie pescata a parita’ di condizioni,il livello di mercurio e’ proporzionale all’eta’,peso e superficie corporea dell’animale.Il tonno in scatola e’ relativamente piu’ sicuro poiche’ pescato negli Oceani;i pesci di allevamento piu’ sicuri poiche’ controllati.In definitiva,ad eccezione dei molluschi,e’ piu’ sicuro il pesce di piccola taglia:i salutari acidi grassi omega 3 sono presenti in quantita’ elevate in salmone e pesce azzurro(aringhe,acciughe,sardine)che non essendo ai vertici della catena alimentare,sono considerati a basso rischio.E’ bene inoltre sapere che gran parte del carico inquinante si concentra in cervello, fegato ed intestino dell’animale,organi che vengono generalmente rimossi prima del consumo anche se anche la parte piu’ commestibile del pesce puo’ contenere livelli pericolosi di tossico.Molta attenzione devono fare i soggetti che abbiano l’esigenza di vaccinarsi frequentemente:in caso di sommnistrazione contemporanea di piu’ vaccini si superano ampiamente i livelli soglia di tossicita’! Nei vaccini il mercurio e’ presente come coservante in un sale chiamato Thiomerosale, in concentrazioni che fino a pochi anni fa non venivano nemmeno dubitativamente considerate tossiche .In USA il Thiomerosale e’ stato (guarda caso) definitivamente rimosso nel 2005,in Europa esistono ancora alcuni tipi di vaccini che lo contengono,anche se il processo di eliminazione e’ cominciato nel 2008.Buona norma e’ quella di richiedere esplicitamente a chi li somministra vaccini privati del thiomerosale in modo da prevenire il danno da accumulo.Infine segnalo il pericoloso quantitativo in mercurio che si assume senza consapevolezza con i prodotti dolciari( comprese salse,bibite,prodotti da forno e semilavorati industriali)dolcificati con lo sciroppo di glucosio-fruttosio,poco usato in Europa ma comunissimo negli USA .Il processo industriale richiesto per la trasformazione del glucosio nel piu’ dolce fruttosio trascina con se’ il pericoloso elemento e l’abuso da parte del consumatore del prodotto finito chiude il pericolosissimo cerchio.Con la “ part tree” vi illustrero’ qualche utile metodo di disintossicazione…

5/12/2011
Sindrome del cappellaio matto! (part one)

Dopo l’introduzione del mercurio nella manifattura dei cappelli nel XVII e XVIII secolo,l’avvelenamento da mercurio divenne estremamente comune tra i cappellai dell’Inghilterra Vittoriana;una soluzione contenente mercurio era infatti comunemente usata nel processo di trasformazione della pelliccia in feltro che ,anche a causa della cattiva ventilazione dei locali dell’epoca,era accidentalmente inalata come vapore tossico dai poveri cappellai incosapevoli.I vapori di mercurio causavano confusione mentale,tremore, perdita di coordinazione,di denti e di memoria;disturbi comportamentali, quali eccessiva timidezza ,diffidenza,vergogna,perdita di autostima,ansieta’,erano inoltre molto comuni tra gli appartenenti a tale categoria.Nella medicina moderna questa lista di sintomi(a seconda della gravita’) porterebbe a diagnosi come demenza,depressione e fatica cronica.In ogni caso,la sintomatologia era all’epoca conosciuta come la Sindrome del Cappellaio Matto : l’esposizione cronica al mercurio portava alla morte.Possiamo immaginare perfettamente cosa Lewis Carrol avesse in mente creando il personaggio del Cappellaio Matto in ”Alice nel Paese delle Meraviglie” nel1865!…Ma…..e al giorno d’oggi?I cosiddetti metalli pesanti come arsenico,cadmio,mercurio sono largamente presenti nell’ambiente. Il Mercurio e’ attualmente la seconda piu’ comune causa di avvelenamento da metalli pesanti a ragione della larga industrializzazione che ne ha portato maggior esposizione e, conseguentemente,tossicita’.La prima cosa da capire e’ se si e’ un soggetto a rischio,cioe’ ad esempio con otturazioni dentali in amalgama,oppure un soggetto a rischio lavorativo (a contatto con catalizzatori costituiti da metalli pesanti come parte di processo- ad esempio manufatturiero),oppure soggetto che consuma elevate quantita’ di sciroppo di glucosio-fruttosio(comunissimo negli USA e utilizzato come additivo alimentare dolcificante),soggetto grande consumatore di pesce ( sopratutto tonno,pescespada,verdesca,squalo) o soggetto ampiamente vaccinato (i vaccini contenevano sale di mercurio fino al 2008).Se appartenete ad una di queste categorie,toglietevi la curiosita’ e leggete la “Part Two”!!!  Antonio

8/10/2011
CHE BELLO IL MELOGRANO

Partiamo subito con una piccola carrellata relativa ai benefici del melograno:

Diversi studi hanno dimostrato che un elevato consumo di frutta e verdura riduce il rischio di malattia cardiovascolairi, alcune malattie tumorali e altri disordini.
E'la presenza di antiossidanti in frutta e verdura che fornisce le proprietà benefiche in tali alimenti.

Malattie cardiovascolari...
Diversi studi hanno dimostrato che il consumo regolare di spremuta di melograno potrebbe prevenire alcuni fattori di rischio per malattie cardiovascolari.
Uno studio clinico ha mostrato una diminuzione nelle lesioni aterosclerotiche, derivante dal consumo di succo di melograno.
Nelle persone che soffrivano di malattia coronarica, il consumo di succo di melograno ha migliorato la circolazione del sangue nelle arterie.
Nei pazienti diabetici con alti livelli lipidici, il succo di melograno ha creato un calo del colesterolo totale e colesterolo "cattivo" (LDL).
Dalle mie parti direbbero: "pulidce il sangue"

Il consumo di succo di melograno può anche diminuire la pressione sanguigna nei soggetti con ipertensione.
Succo di melograno può anche migliorare la funzione endoteliale (vale a dire la salute o l'elasticità dei vasi sanguigni) in adolescenti con
sindrome metabolica.
Tuttavia, una dieta ricca di antiossidanti, ottenuto da altri tipi di frutta o succo di frutta e verdura fresca, potrebbero avere lo stesso effetto.

Cancro.
Nei pazienti con cancro alla prostata, il consumo quotidiano di succo di melograno potrebbe ridurre la crescita delle cellule tumorali e
aumentare la resistenza dei lipidi nell'ossidazione.
Disturbi neurologici.
Studi sugli animali suggeriscono che il succo di melograno può avere un effetto neuroprotettivo.
Sembrerebbe avere effetti benefici sui segni neurologici associati alla malattia Alzheimer.

Ricerche preliminari suggeriscono che il melograno avrebbe proprietà anti-infiammatoire, antibatteriche e antivirali.

Nella classifica dei frutti antiossidanti (tra cui fragole, lamponi, mirtilli e ribes nero), il melograno si trova in cima alla lista.
I principali antiossidanti presenti nel melograno sono i flavonoidi (in particolare antociani) e tannini.
Sono gli antociani che danno il colore rosso al melograno.
I tannini invece danno un sapore amaro al succo.

L'attività antiossidante del melograno e del suo succo è superiore a quella del tè verde e vino rosso e succo di mirtillo.

Se avete letto la mia Newsletter precedente sul Succo di Pomodoro, potrete trovare parecchie analogie sugli effetti benefici di questi due prodotti vegetali.
Il senso di tale analogia è data dal grosso potere antiossedante che tali alimenti esercitano a livello sistemico su tutte le cellule del corpo
quindi sui vari teesuti e sistemi biologici.
Il concetto chiave da portare a casa è quello di consumare sempre prodotti di stagione, il Melograno non l'ho inserito a caso in tale newsletter in questo periodo dell'anno.
Il melograno rappresenta a mio avviso uno dei prodotti simbolo del passaggio dall'estate all'autunno ed è per questo che l'ho usato ad esempio.
Sfruttate frutta e verdura di stagione significa assumere in automatico inserire nutrienti benefici in concentrazioni maggiori di ciò che si avrebbe
consumando prodotti non di stagione.
in questo periodo quindi il consiglio che vi do è semplicemente di fare una bella spesa, comprare dei bei melograni e la sera invece di mangiare il dolcetto di fine pasto,
ogni tanto sostituirlo con questo frutto, tagliato a metà, condito con del succo di limone. in queto modo oltre mangiare un dessert buonissimo,
assumerete una quantità enorme di vitamine ed antiossidanti. Meglio di così...

Un caro saluto
Antonio

30/8/2011
Entro il 2030, in Usa e Regno Unito metà della popolazione sarà obesa

Carissimi amici,
recentemente e precisamente il 26 agosto 2011 una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo ha pubblicato un warning molto importante del quale voglio rendervi participi riguardo la stima della crescita percentuale degli obesi da ora al 2030.
"Wang Y, et al "Health and economic burden of the projected obesity trends in the USA and the UK" Lancet 2011; 378:815-25."

Secondo tale studio la percentuale di persone obese in Usa e nel Regno Unito che oggi è circa il 30% della popolazione, entro il 2030 potrebbe aumentare fino a quasi il 50% determinando serie di gravi conseguenze sulle salute della popolazione e una maggior spesa per la sanità pari a circa il 2% del bilancio statale di entrambi i Paesi.

Per arrivare a questa conclusione, gli esperti della Mailman School of Public Health dell’Università della Columbia hanno esaminato i dati del National Health and Nutrition Examination Survey e del Health Survey for England (HSE) e analizzato l’attuale percentuale di persone obese in Usa e Regno Unito e stimato il numero di pazienti obesi che ci si aspetta entro il 2030.
E’ stata inoltre stimato il numero di persone che entro tale anno soffriranno di diabete, problemi cardiovascolari e cancro, alcune delle principali conseguenze dell’obesità.

Dall’analisi è emerso che attualmente in Usa il 32% degli uomini e il 35% delle donne è obeso, mentre nel Regno Unito tali percentuali sono pari al 26% per entrambi i sessi.
Secondo le stime degli esperti, nel 2030 in Usa ci saranno 65 milioni di persone obese in più rispetto al 2010, delle quali 24 milioni di età uguale o superiore ai 60 anni.
Il numero totale di americani obesi dovrebbe raggiungere la spaventosa cifra di 164 milioni di persone. Nel Regno Uniti il numero di obesi dovrebbe aumentare di 11 milioni, per un totale di 26 milioni di obesi.

Di conseguenza, secondo i ricercatori, entro il 2030 aumenteranno anche i casi di diabete, delle patologie cardiovascolari e di cancro.
In particolare, considerando gli Usa, entro il 2030 ci saranno 7,8 milioni di casi di diabete in più rispetto al 2010, circa 6,8milioni di casi in più di malattia cardiaca o stroke, 539mila casi in più di cancro e dai 26 ai 55 milioni di QUALY persi (anni di vita misurati per la qualità).
In UK questi dati sarebbero, rispettivamente, 668mila (diabetici in più), 461mila (cardiopatici in più) e 130mila nuovi casi di diabete.

Dal punto di vista economico, entro il 2030, i costi sanitari legati alle patologie associate all’obesità aumenteranno di 48-66 miliardi di dollari/anno
in Usa (2,6% del PIL) e di 1,9-2 miliardi di sterline nel Regno Unito (2% del PIL).

A differenza del passato, il problema mondiale dell’obesità è diffuso in particolare tra le persone a minor reddito, che non hanno abbastanza denaro per diete sane e sono spesso costretti a nutrirsi di cibo spazzatura.
In Italia, invece, più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, una persona su dieci è obesa; in totale, il 45,4% della popolazione adulta
ha un peso fuori norma.

Lo studio sottolinea che le catastrofiche conseguenze per entrambe le nazioni analizzate, si verificheranno in caso non venga preso alcun provvedimento.
La riduzione anche solo dell’1% del peso corporeo, in UK potrebbe determinare una calo di 179-202mila casi di diabete, 120mila casi di patologie cardiache
e 32mila casi di tumore.
Negli Usa, invece, si otterrebbe un numero di 2-2,4 milioni di casi di diabete, 1,4-1,7 milioni di eventi cardiaci e 73-127mila meno casi di cancro.

Alcuni Paesi hanno già iniziato ad adottare misure anche severe per contrastare l’epidemia di obesità.
In Ungheria è di prossima introduzione una tassa sui cibi confezionati ad alto contenuti di sale o di zuccheri, come patatine e cioccolata.
Finlandia e Norvegia hanno già introdotto questa tassa. Quanti altri Paesi seguiranno questi esempi?
I paesi Nordici da sempre sono molto attenti e ricettivi verso le questioni di salute ed essendo paesi molto civili capiscono ed intervengono sempre per primi in
modo estremamente efficace.
Io mi auguro che in Italia verranno presi provvedimenti atti a controllare l'incidenza dell'obesità anche perchè vi ricordo che attualmente in Europa deteniamo il primato dell'obesità infantile.
Sapete tutti che un bambino obeso con altisima probabilità diventerà un adulto obeso.
un abbraccio a tutti
Antonio

Secondo uno studio pubblicato oggi su The Lancet la percentuale di persone obese in Usa e nel Regno Unito che oggi è di circa il 30%, entro il
2030 potrebbe aumentare fino a quasi il 50% determinando serie di gravi conseguenze sulle salute della popolazione e una maggior spesa per
la sanità pari a circa il 2% del bilancio statale di entrambi i Paesi.

Per arrivare a questa conclusione, gli esperti della Mailman School of Public Health dell’Università della Columbia hanno esaminato i dati del
National Health and Nutrition Examination Survey e del Health Survey for England (HSE) e analizzato l’attuale percentuale di persone obese in Usa e
Regno Unito e stimato il numero di pazienti obesi che ci si aspetta entro il 2030.
E’ stata inoltre stimato il numero di persone che entro tale anno soffriranno di diabete, problemi cardiovascolari e cancro, alcune delle principali
conseguenze dell’obesità.

Dall’analisi è emerso che attualmente in Usa il 32% degli uomini e il 35% delle donne è obeso, mentre nel Regno Unito tali percentuali
sono pari al 26% per entrambi i sessi.
Secondo le stime degli esperti, nel 2030 in Usa ci saranno 65 milioni di persone obese in più rispetto al 2010, delle quali 24 milioni di età uguale o
superiore ai 60 anni.
Il numero totale di americani obesi dovrebbe raggiungere la spaventosa cifra di 164 milioni di persone.
Nel Regno Uniti il numero di obesi dovrebbe aumentare di 11 milioni, per un totale di 26 milioni di obesi.

Di conseguenza, secondo i ricercatori, entro il 2030 aumenteranno anche i casi di diabete, delle patologie cardiovascolari e di cancro.
In particolare, considerando gli Usa, entro il 2030 ci saranno 7,8 milioni di casi di diabete in più rispetto al 2010, circa 6,8milioni di casi in più di
malattia cardiaca o stroke, 539mila casi in più di cancro e dai 26 ai 55 milioni di QUALY persi (anni di vita misurati per la qualità).
In UK questi dati sarebbero, rispettivamente, 668mila (diabetici in più), 461mila (cardiopatici in più) e 130mila nuovi casi di diabete.

Dal punto di vista economico, entro il 2030, i costi sanitari legati alle patologie associate all’obesità aumenteranno di 48-66 miliardi di dollari/anno
in Usa (2,6% del PIL) e di 1,9-2 miliardi di sterline nel Regno Unito (2% del PIL).

A differenza del passato, il problema mondiale dell’obesità è diffuso in particolare tra le persone a minor reddito, che non hanno abbastanza denaro
per diete sane e sono spesso costretti a nutrirsi di cibo spazzatura.
In Italia, invece, più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, una persona su dieci è obesa; in totale, il 45,4% della popolazione adulta
ha un peso fuori norma.

Tuttavia, il rapporto sottolinea che le catastrofiche conseguenze per entrambe le nazioni,l si verificheranno in caso non venga preso alcun provvedimento.
La riduzione anche solo dell’1% del peso corporeo, in UK potrebbe determinare una calo di 179-202mila casi di diabete, 120mila casi di patologie cardiache
e 32mila casi di tumore.
Negli Usa, invece, si otterrebbe un minore numero di 2-2,4 milioni di casi di diabete, 1,4-1,7 milioni di eventi cardiaci e 73-127mila meno casi di cancro.

Alcuni Paesi hanno già iniziato a prendere misure anche severe per contrastare l’epidemia di obesità.
In Ungheria è di prossima introduzione una tassa sui cibi confezionati ad alto contenuti di sale o di zuccheri, come patatine e cioccolata.
Finlandia e Norvegia hanno già introdotto questa tassa. Quanti altri Paesi seguiranno questi esempi?
I paesi Nordici da sempre sono molto attenti e recettivi alle questioni salute ed essendo Paesi molto civili capiscono ed intervengono sempre per primi in
modo estremamente efficace.
io mi auguro che in Italia le cose possano migliorare anche perchè vi ricordo che attualmente in Europa deteniamo il primato dell'obesità infantile.
Sapete tutti che un bambino obeso con altisima probabilità sarà un adulto obeso.
un abbraccio a tutti
Antonio

Per arrivare a questa conclusione, gli esperti della Mailman School of Public Health dell’Università della Columbia hanno esaminato i dati del
National Health and Nutrition Examination Survey e del Health Survey for England (HSE) e analizzato l’attuale percentuale di persone obese in Usa e
Regno Unito e stimato il numero di pazienti obesi che ci si aspetta entro il 2030.
E’ stata inoltre stimato il numero di persone che entro tale anno soffriranno di diabete, problemi cardiovascolari e cancro, alcune delle principali
conseguenze dell’obesità.

Dall’analisi è emerso che attualmente in Usa il 32% degli uomini e il 35% delle donne è obeso, mentre nel Regno Unito tali percentuali
sono pari al 26% per entrambi i sessi.
Secondo le stime degli esperti, nel 2030 in Usa ci saranno 65 milioni di persone obese in più rispetto al 2010, delle quali 24 milioni di età uguale o
superiore ai 60 anni.
Il numero totale di americani obesi dovrebbe raggiungere la spaventosa cifra di 164 milioni di persone.
Nel Regno Uniti il numero di obesi dovrebbe aumentare di 11 milioni, per un totale di 26 milioni di obesi.

Di conseguenza, secondo i ricercatori, entro il 2030 aumenteranno anche i casi di diabete, delle patologie cardiovascolari e di cancro.
In particolare, considerando gli Usa, entro il 2030 ci saranno 7,8 milioni di casi di diabete in più rispetto al 2010, circa 6,8milioni di casi in più di
malattia cardiaca o stroke, 539mila casi in più di cancro e dai 26 ai 55 milioni di QUALY persi (anni di vita misurati per la qualità).
In UK questi dati sarebbero, rispettivamente, 668mila (diabetici in più), 461mila (cardiopatici in più) e 130mila nuovi casi di diabete.

Dal punto di vista economico, entro il 2030, i costi sanitari legati alle patologie associate all’obesità aumenteranno di 48-66 miliardi di dollari/anno
in Usa (2,6% del PIL) e di 1,9-2 miliardi di sterline nel Regno Unito (2% del PIL).

A differenza del passato, il problema mondiale dell’obesità è diffuso in particolare tra le persone a minor reddito, che non hanno abbastanza denaro
per diete sane e sono spesso costretti a nutrirsi di cibo spazzatura.
In Italia, invece, più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, una persona su dieci è obesa; in totale, il 45,4% della popolazione adulta
ha un peso fuori norma.

Tuttavia, il rapporto sottolinea che le catastrofiche conseguenze per entrambe le nazioni,l si verificheranno in caso non venga preso alcun provvedimento.
La riduzione anche solo dell’1% del peso corporeo, in UK potrebbe determinare una calo di 179-202mila casi di diabete, 120mila casi di patologie cardiache
e 32mila casi di tumore.
Negli Usa, invece, si otterrebbe un minore numero di 2-2,4 milioni di casi di diabete, 1,4-1,7 milioni di eventi cardiaci e 73-127mila meno casi di cancro.

Alcuni Paesi hanno già iniziato a prendere misure anche severe per contrastare l’epidemia di obesità.
In Ungheria è di prossima introduzione una tassa sui cibi confezionati ad alto contenuti di sale o di zuccheri, come patatine e cioccolata.
Finlandia e Norvegia hanno già introdotto questa tassa. Quanti altri Paesi seguiranno questi esempi?
I paesi Nordici da sempre sono molto attenti e recettivi alle questioni salute ed essendo Paesi molto civili capiscono ed intervengono sempre per primi in
modo estremamente efficace.
io mi auguro che in Italia le cose possano migliorare anche perchè vi ricordo che attualmente in Europa deteniamo il primato dell'obesità infantile.
Sapete tutti che un bambino obeso con altisima probabilità sarà un adulto obeso.
un abbraccio a tutti
Antonio

26/8/2011
Un Succo Di Pomodoro per aperitivo?. E' Geniale

Carissimi amici,
quest'estate devo dire che è stata fantastica sia per i bei luoghi che ho potuto visitare che per l'accezionale proposa di cibi e vini
che ho potuto sperimentare.Come sapete oltre un appassionato di nutrizione sono anche un appassionato di cucina.
Ad un certo punto della mia esperienza eno gastronomica mi trovavo in Francia con amici e al momento dell'aperitivo mi viene in mente di ordinare non un prodotto alcolico ma bensì un succo di pomodoro.
La scelta è scaturita dal fatto che il vino durante le mie giornate francesi non mancava di certo quindi mi sembrava interessante utilizzare, qualcosa di analcolico e fresco per non esagerare.
Non amando però i prodotti analcolici classici, considerandoli troppo zuccherati e non volendo ripiegare sull'acqua mi venne in mente il fantastico succo di pomodoro.
Io lo trovo un bere buonissimo, probabilmente a non tutti piace ma invito gli scettici a provarlo preparato e condito da un bravo barman e forse vi stupirà.
Il gusto fantastico mi convince totalmente ma a questo punto bisogna andare oltre e quindi Vi aggiorno su quanto la scienza sà e sta studiando sugli effetti benefici del pomodoro e sulle nuove aquisizioni scientifiche che di frequente ci danno importanti informazioni.
Prima cosa il Pomodoro è la fonte più importante di un potentissimo antiossidante che si chiama Licopene.
E' quindi il Licopene il responsabile degli enormi effetti benefici del pomodoro.
Il licopene è un carotenoide con un enorme range di benefici per la salute: è attivo contro le malattie cardiovascolari,contrasta l' invecchiamento delle cellule del corpo e previene tumori.
E' un potente antiossidante, ha una funzione antiaging e diversi studi evidenziano il suo ruolo nella prevenzione di tumori dell’apparato digerente e del cancro alla prostata.
Il licopene diminuirebbe anche l’incidenza della artrite, la proliferazione dei radicali liberi nell’organismo e alcune patologie molto diffuse oggi, tra cui il morbo di Parkinson.

La prima fonte ne è il pomodoro
In Europa quella del pomodoro rappresenta la seconda coltura agricola per importanza, ed è la prima fonte di licopene nella dieta, comprese salse, concentratie le altre ricette.
I pomodori vanno scelti molto rossi; infatti con la maturazione la clorofilla svanisce per lasciare posto al rosso dei carotenoidi, così preziosi per la salute e amici della bellezza.
Come gli altri carotenoidi, anche il licopene si assimila più facilmente se associato ai grassi, come un buon olio extravergine d'oliva.
In più facilita la digestione degli amidi del pane e della pasta: perfetto dunque l'abbinamento pomodoro/pasta/pizza nella dieta mediterranea.
Il pomodoro è anche rinfrescante, diuretico, alcalinizzante, energetico, rimineralizzante, dotato di vitamine - soprattutto la A e la C - e ricco di
minerali come potassio, fosforo, calcio.

"Un Anticolesterolo più efficace delle statine"
Il pomodoro, se cotto, e' efficace nella lotta contro il colesterolo e la pressione alta. Il merito e' sempre del licopene, il cui assorbimento aumenta
mangiando pomodoro cotto piuttosto che crudo.
Lo dimostra uno studio dei ricercatori dell'Universita' di Adelaide (Australia) pubblicato su Maturitas. Nel corso dello studio i ricercatori hanno
dimostrato che nel trattamento dell'ipertensione e dell'ipercolesterolemia il licopene si e' dimostrato efficace tanto quanto le statine, i farmaci piu'
comunemente utilizzati per trattare queste problematiche cardiovascolari. Le dosi giornaliere di licopene efficaci corrispondono a un litro e
mezzo di succo di pomodoro o a 50 grammi di concentrato.

Il miglior integratore di licopene qual è ? In tubetto ?

Certo avete capito bene è incredibile.
E' da quando sono bambino che vedo i tubetti di pomodoro concentrato al supermercato e sicuramente  anche voi ne avete uno mezzo spremuto in qualche posto nascosto del frigorifero.
Fantastico pensate che il costo è bassissimo ed è letteralmente una potente medicina preventivo per tutti noi.

Altro? certo ed estremamente attuale

"Bastano due bicchieri di succo di pomodoro ogni giorno per allontanare l’osteoporosi"
A scoprirlo sono stati i ricercatori dell’Università di Toronto. Il segreto è sempre il Licopene.Lo studio pubblicato sulla rivista Osteoporosis International, ha esaminato 60 donne fra i 50 e i 60 anni in post-menopausa.In una prima fase alle donne è stato chiesto di eliminare tutti i derivati del pomodoro dalla dieta per un mese.
Questo ha provocato un aumento nel sangue del livello di N-telopeptide, una molecola prodotta quando aumenta il riassorbimento osseo.

Per i successivi quattro mesi a una parte delle pazienti assume va del normale succo di pomodoro, ad un altro gruppo del succo con un contenuto extra di licopene, a un terzo gruppo delle pillole della sostanza e a un quarto un placebo.

Al termine del periodo di osservazione il livello di N-telopeptide era sceso sia nelle donne che avevano preso il succo sia in quelle che avevano ricevuto le pillole, mentre nessun miglioramento e’ stato riscontrato nel gruppo di controllo.

La quantità di licopene sufficiente a ottenere dei benefici è 15 milligrammi al giorno contenuta in due bicchieri di succo...

E poi chi lo sapeva?
Noi Italiani siamo veramente bizzarri purtroppo i bravi scienziati non salgono mai alla ribalta per le loro scoperte come invece succede per "Veline e Calciatori".
Pensate è italiana (Consorzio Casalasco che raggruppa oltre 300 agricoltori delle province di Mantova, Cremona e Parma) la scoperta e realizzazione di una varietà di pomodori particolarmente ricchi in licopene, rigorosamente naturali e non Ogm,
presentata nel 2010 alla stampa. Io personalmente non ho visto nulla nei giornali e nemmeno in televisione e mi sembra davvero strano visto la portata dell'evento.

Io dopo tutto ciò vi assicuro che non mancherò di utilizzare ottimi pomodori di stagione belli rossi, concentrato di pomodoro per fare delle squisite tartine. Bere poi succo di pomodoro condito come aperitivo anche per limitare il consumo di alcool mi sembra geniale.

Vi consiglio di fare lo stesso.

a presto

ciao

Antonio

8/6/2011
Attenzione agli integratori comprati su INTERNET !!!

Carissimo lettore, è doveroso da parte mia, dato che lavoro presso la direzione Medica di una Multinazionale Americana che fa, della compliance e delle
autorizzazioni internazionali l'aspetto inderogabile dell'attività scientifica per i farmaci che immette nel mercato, segnalare a tutti coloro leggano questa Newsletter
l'articolo seguente Pubblicato dall'agenzia Pharmastar il 6 giugno 2011.


Swissmedic, Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, ha analizzato in laboratorio 122 campioni di dimagranti sequestrati dalle autorità doganali.
I risultati sono estremamente preoccupanti: la maggior parte dei prodotti esaminati è pericolosa per la salute. Swissmedic mette nuovamente
in guardia dall'assumere medicamenti commerciati su Internet.

I 122 campioni di diversi dimagranti sono stati prelevati da merce importata illegalmente, che l'Amministrazione federale svizzera delle dogane
ha sequestrato. Prima di distruggere questi prodotti, Swissmedic, l'ente regolatorio svizzero deputato al controllo sui farmaci, li ha analizzati in
laboratorio.

Principi attivi pericolosi
Le analisi mostrano che più della metà dei prodotti presenta gravi difetti della qualità.
Inoltre, quasi il 90 per cento dei dimagranti contiene principi
attivi che mettono in pericolo la salute. In molti prodotti, ad esempio, è stata trovata sibutramina che, più di un anno fa, è stata ritirata dal mercato
in tutto il mondo, poiché può causare complicazioni cardiovascolari. In alcuni campioni è stata rilevata una dose tripla rispetto a quella omologata,
quantità che può essere mortale.

Anche il rimonabant, un altro principio attivo per favorire la perdita di peso, è stato ritirato dal mercato a livello internazionale poiché presenta un
rapporto benefici-rischi negativo. Ciononostante, è ancora prodotto, soprattutto nelle aziende cinesi, ed è venduto su piattaforme Internet illegali.
Siccome i principi attivi vengono venduti a prezzi stracciati, chi falsifica medicamenti non si fa scrupoli a eccedere con le dosi.

Pur dichiarato come puramente vegetale, un terzo dei campioni analizzati conteneva eccipienti chimici. Su Internet, le ordinazioni di simili prodotti
sono sempre più numerose, e non solo dalla Svizzera. L'anno scorso le autorità partner hanno notificato a Swissmedic la presenza di sibutramina in 74
dimagranti presunti vegetali, la maggior parte con dosi pericolose. Questi prodotti hanno spesso nomi asiatici e le capsule perlopiù sono confezionate
in modo attraente; talvolta sono persino presentati come generi voluttuari quali tè o caffè.

Le autorità svizzere mettono in guardia
Per proteggere la popolazione, le spedizioni di medicamenti illegali sono bloccate alla frontiera svizzera.
Le autorità, inoltre, conducono operazioni internazionali di sorveglianza del mercato e segnalano agli omologhi esteri le fonti di medicamenti pericolosi.
Ad esempio, Swissmedic ha messo in guardia pubblicamente dall'acquisto del dimagrante «LiDa Dai Dai Hua» e, contemporaneamente, ha notificato il mittente
europeo all'estero. Di recente, un'operazione internazionale ha permesso di bloccare definitivamente l'organizzazione criminale che si celava dietro questo
traffico.

Visti i risultati allarmanti delle recenti analisi, Swissmedic ribadisce la sua messa in guardia: ordinare medicamenti su Internet può mettere in grave
pericolo la salute. Ricorda inoltre che la legge vieta ai privati di importare dall'estero grandi quantità di medicamenti.

Mi sento di ricordare a tutti che solo prodotti autorizzati dapprima dagli organismi internazional EMA (Uuropeo), FDA (Americano) e dall'AIFA (Italiano) danno garanzia di sicurezza.
I prodotti che hanno subito questo lunghissimo processo approvativo assicurano i massimi standard per efficacia e safety.
Io non scherzerei e oserei assumere qualcosa che non mi sia stato garantito solo perchè potrebbe costare qualche centesimo di meno.
Aprofittate della professionalità del vostro farmacista che è l'unico a paotere darvi tale sicurezza e diffidate in questo caso del canale distributivo Internet.

Concludo dicendo ciò a cui credo fortemente: Mangiate Bene, Non Integrate Male

Un abbraccio

19/4/2011
Ciao devo perdere peso. Sono meglio le diete con pochi carboidrati o pochi grassi?

Le diete a basso contenuto di carboidrati sono diventate sempre più popolari al fine di perdere peso
Come si fa a capire qualcosa di più?
Secondo il mio punto di vista non conviene avvelersi del passaparola o del commento dell’amica che ha una cugina che conosce qualcuno che ha fatto una dieta miracolosa......etc.
Conviene sicuramente, ad integrazione di ciò che ci viene detto, avvalersi della letteratura scientifica seria ed attendibile per verificare, prenere spunti e valutare se ciò che ci viene proposto per perdere del peso può avere un senso.
Vi illustro quindi in modo molto riassuntivo degli studi che poi potrete eventualmente consultare in esteso utilizzando la bibliografia allegata.
Questi studi non sono di facile lettura per chi non è abituato a studiare letteratura scientifica ma credo siano molto utili per cogliere degli spunti:
Primo Studio: Identificare gli effetti nella perdita di peso prodotti da diete a basso contenuto di carboidrati senza restrizioni dell'apporto energetico vs diete a basso contenuto di grassi in individui con indice di massa corporea di almeno 25 (quindi in soprappeso).
Questa è stata una grossa metanalisi egli studi che sono stati inclusi hanno dovuto fornire le variazioni del peso corporeo secondo dei criteri molto rigidi e precisi per avere un dato omogeneo con un follow-up di almeno 6 mesi.
Quindi sono stati inclusi: Cinque studi clinici per un totale di 447 individui che soddisfacevano tutti i criteri dello studio.
I soggetti che avevano assunto la diete a basso contenuto di carboidrati avevano perso più peso rispetto agli individui randomizzati a diete a basso contenuto di grassi nell’arco dei 6 mesi.

Secondo Studio: l' Obiettivo era determinare se la secrezione di insulina influenza la perdita di peso e per questo sono stati confrontati due stili alimentari:
il Primo "Dieta a basso indice glicemico"
il Secondo " Dieta con basso apporto di grassi"
I partecipanti allo studiono erano obesi giovani adulti (di età compresa tra 18-35 anni, n = 73)
I Risultati sono stati valutati a 6, 12 e 18 mesi.
La dieta a basso carico glicemico era definita , in questo studio come (40% di carboidrati e il 35% di grassi) rispetto alla dieta a basso contenuto di grassi (55% di carboidrati e il 20% di grassi) dieta.
I valori ricercati dallo studio furono: Il peso corporeo, la percentuale di grasso corporeo, e i fattori di rischio cardiovascolare.
I risultati hanno visto che: variazioni del peso corporeo e percentuale di grasso corporeo non differivano tra i gruppi.
Tuttavia, la concentrazione di insulina a 30 minuti dopo una dose di carico orale di glucosio era un modificatore dell’effetto della perdita di peso effetto .
Per quelli con concentrazione di insulina a 30 minuti sopra la media (57,5 ng / mL; n = 28), la dieta a basso carico glicemico ha prodotto una maggiore riduzione di peso (-5,8 contro -1,2 kg; P = .004) e il grasso corporeo percentuale (-2,6% vs -0,9%, P = .03) rispetto alla dieta a basso contenuto di grassi a 18 mesi.
Per quanto riguarda i valori delle Lipoproteine ad alta densità, colesterolo e trigliceridi; questi migliorano di più con la dieta a basso carico glicemico, mentre lipoproteine.
Conclusioni :
dallo studio si capisce che la variabilità nei processi implicati nella pertdita di peso può essere in parte dovute a differenze nella risposta ormonale.
La Riduzione del carico glicemico può essere particolarmente importante per raggiungere la perdita di peso tra gli individui con la secrezione di insulina alta.
Indipendentemente dalla secrezione di insulina, una dieta a basso carico glicemico ha effetti benefici sul colesterolo , alle lipoproteine ad alta densità e trigliceridi.

Effects of Low-Carbohydrate vs Low-Fat Diets on Weight Loss and Cardiovascular Risk Factors
A Meta-analysis of Randomized Controlled Trials

Effects of a Low–Glycemic Load vs Low-Fat Diet in Obese Young Adults. A Randomized Trial
Cara B. Ebbeling, PhD; Michael M. Leidig, RD; Henry A. Feldman, PhD; Margaret M. Lovesky, RD; David S. Ludwig, MD, PhD

28/3/2011
I latticini possono proteggerci dal diabete

I ricercatori della Harvard School of Public Health hanno identificato nei prodotti lattiero-caseari un acido grasso che sembra possa ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Si tratta dell’acido trans-palmitoleico, un acido grasso presente nel latte, formaggio, yogurt e burro e che non viene prodotto dal corpo.
Ai fini dello studio, che è stato pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, i ricercatori hanno esaminato i dati di uno studio cardiovascolare che aveva seguito, per 20 anni , ben 3.736 individui adulti. Dall’analisi dei dati è stato evidenziato che, gli individui con in ciroclazione alti livelli di acido trans-palmitoleico, avevano livelli sani di colesterolo nel sangue e buona sensibilità all’insulina, quindi un rischio molto più basso di sviluppare il diabete. In particolare il rischio è risultato inferiore di circa il 60% rispetto a coloro che consumavano pochi o nessun prodotto caseario.
L’autore principale di questa ricerca sottolinea che, nonostante si tratti di uno studio di tipo osservazionale, ha rilevato comunque per la prima volta la relazione fra l’acido trans-palmitoleico e il rischio di diabete, dimostrando che c’è una differenza (quasi tripla) di un minor rischio di ammalarsi fra gli individui che presentano alti livelli di questo acido grasso nel sangue e quelli che non li presentano.
L'autore descrive tali risultati come sorprendenti e di rilevante importanza, però aggiunge che sono necessari ulteriori studi per confermare queste conclusioni. Il passo successivo sarà quello di indagare la possibilità di un suo utilizzo terapeutico nelle persone.
Comunque i risultati di questa ricerca non devono essere interpretati in modo sbagliato e quindi non bisogna eccedere nel consumo raccomandato di latticini per poter prevenire lo sviluppo del diabete di tipo 2. Latte e formaggi hanno un alto contenuto di grassi e se, consumati in eccesso, non risultano salutari per l’organismo soprattutto in una dieta ricca in carboidrati.
Trans-Palmitoleic Acid, Metabolic Risk Factors, and New-Onset Diabetes in U.S. Adults
A Cohort Study
Dariush Mozaffarian, MD, DrPH; Haiming Cao, PhD; Irena B. King, PhD; Rozenn N. Lemaitre, PhD, MPH; Xiaoling Song, PhD; David S. Siscovick, MD, MPH; and Gökhan S. Hotamisligil, MD, PhD

31/1/2011
Quando si deve proprio ammettere che certi grassi fanno bene

Quando si deve proprio ammettere che i grassi fanno bene.

L'omega-3 e gli acidi poliinsaturi omega 6 e 9.

Omega3
Queste sostanze hanno effetti favorevoli sulla composizione delle membrane cellulari così come molti
processi biochimici nel corpo, tra cui la pressione arteriosa, le risposte immunitarie, anti-infiammatorie e l'aggregazione piastrine del sangue.

Tra gli omega-3, solo acido alfa-linolenico (ALA) è "essenziale".
Infatti, gli altri acidi grassi omega-3 possono essere sintetizzati dall'organismo da (ALA).

L'acido eicosapentaenoico (EPA) può essere sintetizzare dall' acido alfa-linolenico, anche se il tasso di conversione è molto basso, quindi sia "ALA che EPA" sono da assumere con la dieta e da considerare Essenziali
E 'quindi importante mangiare alimenti ricchi di EPA, tra cui alcuni pesci grassi.

Gli abitanti della Groenlandia e del Giappone, che consumano grandi quantità di pesce sono molto meno colpite dalle malattie cardiovascolari.

L'acido docosaesaenoico (DHA) è presente anche in prodotti del mare, soprattutto alcuni pesci grassi.
Esso svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del cervello, della retina e nella formazione e nella
motilità degli spermatozoi.


I nostri bisogni

le proprietà di tali acidi grassi sono oggetto di molte ricerche ogni anno, con un conseguente rapido aggiornamento nelle raccomandazioni nutrizionali.

Diversi paesi hanno emesso raccomandazioni per quanto riguarda l'assunzione di omega-3, qui di seguito riassunte:

ALA: 0,8 g a 1,1 g / die
EPA + DHA: 0,3 g a 0,5 g / die


ALA: presente nella verdura a foglie verdi, semi di soia, semi di lino (il più ricco in assoluto)
EPA: sgombro, olio di pesce, aringa e olio di aringa, salmone e olio di salmone
DHA: sgombro, olio di pesce, alcuni tipi di alghe


Ritengo che l'integrazione di tali acidi polinsaturi sia una delle abitudini mogliori che possiamo avere in termini nutrizionali


Omega 3-6-9...Totalmente indispensabili
Una miscela ben bilanciata di acidi grassi omega 3-6-9 per un ottimale elevato apporto giornaliero di:

OMEGA 3: olio di Pesce. Specifico per prevenzione e contrasto di problemi cardiovascolari,
prezioso nel diabete alto, colesterolo e trigliceridi alti, in caso di artriti, reumatismi, disturbi infiammatori. Ha un elevato
effetto anticoagulante inibendo la viscosità delle piastrine.

OMEGA 6 (EFA) olio di Boraggine.
Per depurare il sangue, per il drenaggio cutaneo, ha potere antidepressivo e disintossicante sul fegato.
Stimola e rivitalizza le ghiandole surrenali agendo sulla ricostituzione della corteccia e quindi indispensabile dopo l’assunzione di cortisone e steroidi.
Rassoda il seno e mantiene sani i capelli e le unghie.

OMEGA 9 olio di Lino. Utile per la riduzione del colesterolo totale, facendo diminuire il colesterolo LDL e
aumentando quello HDL, per la prevenzione dei calcoli biliari, lubrifica i vasi sanguigni.
Ha un forte effetto antinfiammatorio. Fornisce energia e dona un umore più sereno e tranquillo.

1/1/2011
Arance e tè verde: ottimi alleati per prevenire il cancro?

Chi mangia arance e altri agrumi ogni giorno, potrebbe ridurre dal 15% al 20% l'incidenza di cancro di ogni tipo1.
Per il cancro del pancreas ed il cancro alla prostata, la riduzione del rischio relativo sarebbe di circa il 37%.
Tuttavia, l'azione preventiva di agrumi (arancio, mandarino, limone, lime, pompelmo, ecc.) era significativa solo tra i partecipanti che avevano consumato il tè verde anche su base giornaliera.
I ricercatori hanno seguito per 9 anni, una coorte composta da 42 470 adulti iscritti ad un assicurazione sanitaria finanziata con fondi pubblici.
I partecipanti, età compresa tra 40 e 79 anni, erano tutti sani all'inizio dello studio.
I risultati indicano che l'effetto protettivo contro il cancro è proporzionale alla quantità di agrumi consumata: i soggetti che hanno consumato quotidianamente agrumi hanno goduto di una protezione maggiore rispetto a coloro che ne mangiavano solo 3 o 4 volte a settimana. Inoltre, i ricercatori non hanno osservato alcun effetto protettivo contro il cancro per il tè verde che non sia stato accompagnato da un consumo giornaliero di agrumi.
"Varie componenti degli agrumi e del tè verde avrebbero un azione complementare, che potrebbe spiegare l'effetto preventivo osservati in questo studio "Wen-Li Qing"
il consumo di agrumi è stato valutato utilizzando un questionario sulle abitudini alimentari dei partecipanti (40 alimenti e bevande). Gli autori dello studio hanno quindi analizzato i dati relativi il consumo degli alimenti correlando e controllando l'incidenza dei casi di cancro diagnosticati durante tutta la durata dello studio.



1. Li WQ, Kuriyama S, Li Q, et al. Citrus consumption and cancer incidence: the Ohsaki cohort study. Int. J. Cancer, février 2010.

22/11/2010
Le bevande zuccherate: correlazione col Diabete e Sindrome Metabolica

Secondo un recente studio americano(1), bere l'equivalente di 1-2 lattine al giorno di bevande zuccherate (bibite) è associato ad un rischio maggiore di soffrire di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica,.

I ricercatori hanno valutato 11 studi condotti per un totale di 310.819 soggetti adulti analizzati.
Questa meta-analisi è la prima che raccoglie dati relativamente Diabete e Sindrome Metabolica correlandoli all’uso di bevande zuccherate (soft drinks, bevande di frutta, tè freddo, bevande energetiche, acqua con vitamine, ecc.),

Secondo i loro risultati, quelli che consumavano 1-2 porzioni di 355 ml (in lattina) al giorno di queste bevande avevanono il 26% in più di probabilità di soffrire di Diabete di tipo 2 e il 20% di Sindrome Metabolica, rispetto al quelli che ne avevano bevuto poco o nulla.

Negli Stati Uniti, il consumo di calorie da bevande dolcificate è aumentato da 64 a142 calorie giornaliere dal 1970 al 2006. Stessa storia in Quebec, dove è aumentata del 100%.
Da notare che solo una di queste bevande può contenere da 15 grammi a 40 grammi di zucchero aggiunto (3-8 cucchiaini).

Sindrome Metabolica
Definizione: si conferma la sindrome metabolica se almeno 3 dei seguenti fattori di rischio sono presenti: obesità addominale, ipertensione, glicemia alta, bassi livelli di colesterolo buono (HDL) e trigliceridi nel sangue alti.

Dato l'elevato contenuto di zuccheri contenuti nelle bibite, gli autori notano che il consumo regolare aumenta significativamente il livello di zucchero nel sangue che può portare a diverse malattie metaboliche tra cui la resistenza all'insulina che può condurre al a diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.

Gli studi inoltre hanno dimostrato che il consumo di bevande zuccherate è associata con l'obesità negli adulti e bambini, un importante fattore di rischio per il diabete. La sostituzione di tali bevande con altre più salutari, come l'acqua, aiutano a prevenire il rischio di malattie croniche legate al sovrappeso.

1. Malik VS, Popkin BM, Després JP, Sugar-sweetened beverages and risk of metabolic syndrome and type 2 diabetes: a meta-analysis, Diabetes Care. 2010 Nov;33(11):2477-83.
2. Dossier spécial sur les boissons sucrées, Bulletin de santé publique, septembre 2010, volume 32, no 3.